L’isola dei cani

L’isola dei cani

Un film d’animazione in stop-motion, scritto e diretto da Wes Anderson, ricco di riferimenti, che ci proiettano in un ipotetico futuro alquanto tetro e dal sapore totalitaristico… insomma, un film d’attualità. Le analogie e i parallelismi con la realtà dell’era Covid-19 si sprecano e dopo pochi minuti viene da chiedersi se già allora il regista fosse a conoscenza della strategia mondiale implementata dai governi per il controllo totale.

Presentata alla Berlinale 2018, la pellicola tratta di un’influenza canina che colpisce tutti i cani del Giappone. Per non rischiare che mutando l’influenza possa contagiare gli esseri umani, tutti i cani vengono deportati e messi in quarantena su di un’isola. L’antidoto o se preferite il vaccino è quasi pronto, ma le più alte autorità Giapponesi puntano sulla disinformazione, impedendone l’uscita e prolungando così lo stato d’emergenza che si voleva inizialmente provvisorio.

Un ragazzino, nipote del sindaco “cattivo”, non ci sta e per trovare il suo fedele Spots, ruba un aereo e riesce ad atterrare sull’isola dei cani. Da qui in poi l’intreccio si complica e mi fermo per evitare di spoilerare troppo.

I cani parlano e sono doppiati da una gilda di attori fantastici tra cui Brian Cranston, Edward Norton, Bill Murray, Scarlett Johansson, Harvey Keitel solo per nominarne alcuni.

Dialoghi minimali, profondi, intensi per un film dark dal sapore di presagio, in veste di monito per l’imminente disastro, che oggi condiziona le nostre vite.

Concetti quali propaganda, disinformazione, genocidio, paura, diffidenza, emarginazione, depressione, cospirazione, resistenza, abnegazione, sacrificio creano il substrato dal quale emergono sentimenti di forte empatia, amicizia, lealtà e amore.

Nonostante un inizio tetro e particolarmente disperato, il film mette in risalto anche il meglio dell’essere umano.

Godetevi il film al link seguente L’isola dei cani (ricordatevi di chiudere il pop-up e cliccare più volte play fino a quando inizia il film)

….anche Wes Anderson crede nell’umanità!

Simon Majek